Vera TV intervista lo scrittore Antonio Masseroni

Quando fantasia e realtà si tengono per mano…

Su Vera TV parliamo di “La nostalgia dell’acqua”, il romanzo di Antonio Masseroni che immagina la pandemia che sconfisse l’uomo.

Il fascino della diretta televisiva ha sempre un sapore tutto particolare.

Fissare l’occhio nero e vitreo della telecamera ha in sé qualcosa di surreale, davvero difficile da descrivere… è come essere dietro uno spioncino, mentre tutto il mondo lì fuori potenzialmente ti sta osservando. È affascinante non sapere mai chi ci sia dall’altra parte, è come parlare a nessuno e a tutti nello stesso identico momento.

Se poi ad invitarti in diretta tv ci sono professionisti bravi e simpatici come Manuela Cermignani e Lino Nazionale, allora l’esperienza diventa assolutamente emozionante e piacevole.

Giovedi 29 ottobre, negli studi di Vera TV, polo di riferimento per l’informazione nel territorio di Marche e Abruzzo, sono stato ospite della trasmissione Vera Mattina, salotto culturale che sovente accoglie autori e scrittori abruzzesi emergenti. Su quelle stesse poltrone si è parlato molte volte di nuove uscite in libreria o di titoli già in circolazione sugli scaffali.

Nel corso della mattinata abbiamo ripercorso insieme il cammino e l’evoluzione dei miei romanzi: da “La nostalgia dell’acqua”, esordio del 2014, fino ai successivi “Riverberi d’ombra”, “Le lune di Avel” e il recentissimo “Il sognatore di specchi”.

L’intervista è avvenuta all’interno di quella che, purtroppo, è una cornice dai risvolti non piacevoli, ovvero la preoccupante situazione della diffusione della pandemia da Covid-19 in Abruzzo, come nelle altre aree territoriali del nostro paese. Tra una notizia e un collegamento è stato impossibile non richiamare le similitudini con quanto descritto, appunto, nel romanzo “La nostalgia dell’acqua”. Soprattutto nella prima parte, quando si descrive l’umanità improvvisamente alle prese con il misterioso morbo dell’acqua.

Una misteriosa malattia, un flagello che affligge le nostre acque e le rende letali. Una pandemia insidiosa e incomprensibile all’uomo, troppo rapida e letale perché egli abbia tempo di reagire. La vita non è più la stessa e il pianeta si trasforma in un luogo che, improvvisamente non ha più spazio per chi si credeva da sempre suo indiscusso dominatore.

C’è amarezza, a volte inquietudine, nel constatare come realtà e fantasia spesso si sfiorino o sfacciatamente si tengano per mano. Rivedo ogni giorno gli effetti nefasti della paura e della preoccupazione sulla gente, proprio come descritto nelle pagine più amare di un romanzo che voleva fantasticare e immaginare qualcosa che pareva distopico e irrealizzabile.

Immancabile è giunta la riflessione sulla lezione che l’uomo può ricevere da tutto questo. Nelle pagine del mio libro ho creduto fermamente che le emozioni che governano le nostre vite siano in fondo sempre le stesse, nella gioia e nel dolore, nelle difficoltà e nei momenti in cui invece torna a splendere il sole. Le ho descritte come “colori primari della tavolozza che dipinge le nostre esistenze”.

Attraverso i chiaroscuri che macchiavano le loro vite nel corso delle pagine, ho infine lasciato che i miei personaggi potessero di nuovo trovare la loro pace, in un modo che non vi racconterò, per non togliervi il piacere dell’avventura. Ho immaginato di vederli raccolti intorno a ciò che conta, uniti da tutti quei sentimenti che, nel bene e nel male, sono il fuoco che alimenta le nostre vite. È l’augurio che sento di fare a noi tutti, in momento fatto di tante incertezze, di ritrovarsi e non perdersi quando la paura offusca la vista e talvolta la ragione.

Nel video vi mostriamo alcuni passaggi dell’intervista, intanto grazie ancora a Lino e Manuela, per la vostra professionalità, per i vostri sorrisi e per la meravigliosa mattinata trascorsa insieme. Qui Vera Mattina, da Vera TV, canale 79, arrivederci.

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