Uno smartphone che mi fissa immobile da un cavalletto. Un video da registrare.
Parole che volano verso ascoltatori futuri e sconosciuti, mentre da fuori entra pesante il silenzio di una strada dove nessuno passa. Si sente il canto degli uccelli, nessuna auto.
E il pensiero inevitabilmente torna a un anno fa, quando percorrevo le suggestive strade di Castellalto, adornate dagli stand stracolmi di libri colorati.
Le voci, la confusione, il profumo della carta che avvolgeva l’aria, come quello dello zucchero filato nelle fiere di paese, ma più sottile, più misterioso, in grado di solleticare sensi diversi.
Poi da quella strada colorata, ci si affacciava sul belvedere dove una vista mozzafiato faceva da contrappunto ai palchi, dove si intervistavano a turno gli autori. I misteri racchiusi nei libri, svelati dalle voci dei loro stessi creatori, evaporavano nel sole, sciogliendosi nel vento forte e gentile del nostro caro Abruzzo.
Questo era l’Abruzzo Book Festival 2019, quando uscire e stare insieme all’aria aperta o sedersi sotto un gazebo ad ascoltare letture, sembravano cose di tutti i giorni.
Oggi non è così, oggi non sembra più tanto scontato.
Ma c’è qualcuno che non si da per vinto, qualcuno che non si lascia fermare da una quarantena o dalla paura di qualcosa che non comprendiamo e non conosciamo.
Sarebbe stato troppo facile lasciar sbiadire i colori delle copertine e i profumi delle pagine stampate, lasciare che semplicemente quest’anno non accadesse nulla, in attesa di tempi migliori. Invece il caro amico Enzo Delle Monache ha deciso che anche nel 2020 il profumo dei libri in qualche modo avrebbe dovuto deliziare la nostra splendida regione.
E così, grazie a Enzo e a tutti quelli che hanno creduto con lui in questo sogno, è nata l’edizione virtuale dell’Abruzzo Book Festival 2020, dove noi autori abbiamo potuto raccontare lo stesso le nostre storie, perché nessuna quarantena forse può fermare la fantasia di chi scrive e di chi legge.
Ho accolto con gioia questa iniziativa e ho registrato davvero con il cuore questo video, forse addirittura con maggiore affetto che in una normale presentazione, perchè anche se non potevo vedere i volti e le espressioni di chi mi avrebbe ascoltato, ero certo che avrei parlato con persone nel mio stesso disorientato stato d’animo.
Ho raccontato del mio ultimo lavoro “Il sognatore di specchi”, un romanzo in cui il protagonista perde e ritrova sé stesso in un viaggio surreale ed enigmatico, un libro che scava dentro le emozioni alla ricerca delle risposte che tutti cerchiamo. Quella de “Il sognatore di specchi” è una storia che mi ricorda tanto i nostri sguardi nei giorni di quarantena, o quello dei giorni successivi, quando ci siamo accorti con stupore del valore dimenticato di tante piccole cose.
La vita può cambiare, da un momento all’altro, talvolta senza preavviso. Ho capito che può farlo in un modo e con una facilità che prima non consideravo possibile. Allora ancora più di prima, sento che la vita dobbiamo viverla e respirarla, nel bene e nel male, in ogni splendido angolo della sua complicata e sfaccettata superficie.
E allora grazie ancora Enzo, perché in una stanza, davanti all’obiettivo inanimato di un cellulare, io ho avuto in qualche modo l’opportunità di stringere in un abbraccio tutti quegli occhi lontani che prima o poi ci avrebbero guardato.
Io lo credo davvero. Quando l’anno prossimo saremo tutti lì insieme a guardare quello splendido panorama, sotto il sole di un’estate abruzzese, quel paesaggio sarà ancora più meraviglioso. Nel frattempo, oggi, le parole di centinaia di scrittori fluttuano nell’etere, raccontando storie che non possono essere rinchiuse.