Il Sognatore di Specchi: luci su Scott Seefive

“Sentivo i suoi occhi addosso, il suo sguardo sembrava inchiodarmi alla sedia, ad ogni istante. Attraverso gli occhiali scuri, mi pareva di vedere ugualmente i suoi occhi, fissi su di me, intenti a rubarmi il respiro. Il volto era appena visibile, sotto la misteriosa penombra del cappuccio di quella felpa grigia. Era incredibile quanto fosse assordante la presenza di quell’uomo, anche se non stava proferendo una singola parola…”

Ho adorato la prima volta che ho lasciato entrare Scott nella scena. Ricordo che aspettavo con un’irrefrenabile e proibita eccitazione il momento in cui avrebbe mosso i suoi primi passi all’interno della narrazione. Come un regista affettuoso, ricordo che lo tenevo lì da parte, dietro le quinte, tenendogli nel mio immaginario una mano sulla spalla. Eravamo entrambi ansiosi che lui entrasse in scena.

Scott fremeva e io con lui.

Ricordo l’effetto che ha avuto sulla storia il suo ingresso, dapprima in sordina, al punto che quasi non vi accorgerete di lui. Poi, lentamente, in tutta la sua prorompente invadenza. Ho adorato Scott prima ancora che di lui venisse scritta una singola parola. Era nella mia testa e dal buio mi fissava, voleva uscire ed era maledettamente prepotente e determinato.

Sorvegliarvi è il principale tra i miei compiti…” questo continuava a ripetere mentre recitava la sua parte nella costellazione di personaggi che popolano “Il sognatore di specchi”. Sembrava quasi che si voltasse verso di me, e che anche a me rivolgesse le sue velate minacce… È assolutamente fantastico quando uno scrittore instaura un rapporto tanto vivido con un proprio personaggio. La sensazione di dare vita a qualcosa di reale è straordinaria.

Scott Seefive: presentazione video

Scott's theme composto ed eseguito da Antonio Masseroni

Paradossalmente le pagine che abita sono meno numerose di quelle di altri personaggi, eppure mi sembrava che le sue apparizioni avessero un’intensità tale da aprire un vero e proprio squarcio nella narrazione, tali da sospendere il tempo. Ho descritto le sue scene con il fiato sospeso, quasi sorprendendomi io stesso delle sue parole e non sapendo cosa aspettarmi da lui. Mi sentivo quasi come il protagonista, seduto di fronte a Scott, inchiodato alla poltrona dalla sua pacata imperturbabilità, cercando di intravedere qualcosa attraverso quegli occhiali scuri.

Nella creazione dei miei personaggi, cerco sempre di non dare sfumature di colore troppo nette. Trovo sminuente per un personaggio essere completamente buono o cattivo, inequivocabilmente colorato di bianco o di nero. Nessuno di noi nella realtà è mai così netto e tracciare un volto con colori tanto nitidi sarebbe assolutamente riduttivo.

Credo che Scott sia uno degli esempi meglio riusciti di sfumature di grigio tra tutti i personaggi che io abbia mai creato. Io stesso a tratti non sapevo se amarlo o odiarlo.

Scott è il grigio per eccellenza, proprio come è grigia quella strana felpa che indossa sempre. Scott è un arcobaleno di tinte meravigliosamente tetre e determinate. Chi può dire se sia una guida da seguire o un magico pifferaio che ci condurrà con l’inganno a cadere in un dirupo?

Non vedo l’ora che conosciate Scott. Farò le presentazioni ad Aprile, tra le pagine de “Il sognatore di specchi”, un romanzo edito dalla Infinito Edizioni.

 

Lascia un Commento